L’artrosi della mano è una delle prime ad apparire dopo i 50 anni: noduli di Heberden e Bouchard, dolore al pollice (rizoartrosi), perdita di forza nella presa fine. Non si scappa: una volta presente, l’obiettivo è mantenere la funzione. Fisioterapia mirata, ergonomia, e tra i coadiuvanti orali due hanno una letteratura sostanziale: collagene e omega-3.
Cosa succede nell’artrosi della mano
A differenza dell’artrosi di carico (anca, ginocchio), l’artrosi della mano ha una forte componente genetica e una componente infiammatoria – in alcuni casi al confine con quadri reumatologici lievi. La rizoartrosi (artrosi della trapezio-metacarpale) è la più invalidante perché compromette la pinza tra pollice e indice.
Il razionale combinato
- Collagene idrolizzato: stimola i fibroblasti articolari a sintetizzare nuovo collagene tipo II e proteoglicani; segnale documentato per il mantenimento della cartilagine.
- Omega-3: modulano l’infiammazione articolare di basso grado, riducono i mediatori che mantengono il dolore cronico.
- Insieme agiscono su due fronti: strutturale (collagene) e infiammatorio (omega-3).
Cosa dice la letteratura
Come integriamo nel percorso fisioterapico
Per l’artrosi della mano l’approccio è multimodale. In studio: mobilità progressiva delle dita, rinforzo intrinseco (squeeze ball graduati), tecniche manuali sulla regione tenar e ipotenar, eventuale tutore di riposo notturno per la rizoartrosi. L’ergonomia è cruciale: spesso modifico utensili da cucina e da lavoro insieme al paziente. Collagene e omega-3 entrano come coadiuvanti orali quando il paziente vuole ridurre i FANS o ha episodi infiammatori frequenti. Sempre con conferma del medico curante.
Cosa puoi fare oggi
- Tutore notturno per rizoartrosi – riduce il dolore mattutino.
- Esercizi di mobilità per le dita: ogni mattina, 5 minuti.
- Evita pinze prolungate (apertura barattoli) – usa apri-barattoli ergonomici.
- Per un piano personalizzato, prenota una valutazione.