Quando si rompe un osso, il corpo mette in moto un processo straordinario: il callo osseo. In 6-12 settimane (variabile per età, sede, tipo di frattura) si forma un nuovo tessuto osseo che ricuce la lesione. Questo processo richiede mattoni biochimici precisi. Quando l’alimentazione non li copre adeguatamente, l’integrazione mirata – sotto guida medica – può accompagnare il percorso. La fisioterapia rimane centrale, soprattutto nel post-immobilizzazione.
Cosa serve al callo osseo
- Calcio: minerale strutturale dell’osso
- Vitamina D: facilita l’assorbimento di calcio e regola la mineralizzazione
- Magnesio: cofattore di oltre 300 enzimi, incluso quelli del metabolismo osseo
- Vitamina K2: indirizza il calcio nelle ossa anziché nei vasi
- Proteine: matrice organica del tessuto osseo (collagene tipo I)
- Vitamina C: cofattore della sintesi di collagene
Cosa dice la letteratura
Come integriamo nel percorso fisioterapico
In fase post-immobilizzazione (rimosso gesso o tutore), lavoriamo su: recupero del range articolare (priorità), rinforzo progressivo, mobilità dei tessuti molli circostanti spesso retratti, propriocezione. La gestione nutrizionale è prevalentemente medica: la dose di vitamina D, calcio e magnesio dopo una frattura va decisa dal medico curante in base ai livelli ematici e al quadro clinico. Posso suggerire al paziente di parlarne, ma la prescrizione spetta al medico.
Cosa puoi fare oggi
- Anche in immobilizzazione, mobilizza le articolazioni vicine (es. dita se hai ingessato il polso).
- Idratazione, alimentazione ricca di proteine (1.2 g/kg) facilita il consolidamento.
- Esposizione moderata al sole (15-20 min/die, braccia scoperte) supporta la vitamina D endogena.
- Per il percorso fisioterapico post-frattura, prenota una valutazione.